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L'isola del fuoco scarlatto, Inuyasha
view post Posted on 16/10/2009, 18:38Quote
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Location: Dal mio dolce mondo dove tutti i sogni sono dolci come il miele!


Status: Offline: ultima azione eseguita il 16/12/2009, 10:11


Su d'un isola misteriosa nasce una bambina mezzo demone, cresciuta se ne va. Ora l'isola è in pericolo, la salverà? leggete x scoprirlo!


LA NASCITA DI MARYASHA
- Capitolo 1° -



°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.

Introduzione….

Circa 200 anni fa…
Un’enorme demone cane stava correndo in direzione dell’oceano con in groppa una donna dai capelli rossi ed elegantemente vestita.
La donna era una principessa ed il suo nome era Mizuiro, del demone che la trasportava si sapeva solo che era il fratello gemello del grande generale cane.
Si stavano dirigendo verso un’isola misteriosa la quale appariva solo poche volte al secolo.
Horai, questo era il nome dell’isola.
Un’isola in cui vivevano solo donne e demoni; dal loro amore nascevano figli mezzo sangue
“I mezzo demoni”.
Era quello il luogo in cui il grande demone cane aveva deciso di far nascere suo/a figlio/a, dato che la madre era una donna umana e sicuramente sarebbe nato/a un/a mezzo demone.

°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.°.

“Non mi hai ancora rivelato qual è il luogo dove ci stiamo dirigendo!”.
Disse Mizuiro chinandosi per arrivare meglio alle orecchie del demone.
“ Non ti preoccupare! Pensa solo a reggerti forte!”.
Le rispose lui.
“Si, amore mio! Farò come mi hai detto!”.
“Comunque stiamo raggiungendo un’isola!”.
Continuò lui.
“È quella laggiù? Quella con le montagne che assomigliano a due corna?”.
“Esatto! Ma ti pregherei di non parlare sino al nostro arrivo!”.
“Va bene! Rimarrò in silenzio!”.
Raggiunto l’oceano il demone si mise in volo e raggiunse la riva dell’isola in pochissimo tempo.
Il demone fece scendere Mizuiro e si trasformò assumendo un aspetto più umano ma pur sempre demoniaco; aveva i capelli lunghi argentati legati in una coda alta ed aveva alcuni segni sul volto, il suo vestito era bianco ed indossava un’armatura leggera (leggera in quanto era abbastanza forte da permetterselo).
Prese la principessa in braccio e si avviò velocemente verso il villaggio in quanto Mizuiro cominciava a sentirsi male.
Al villaggio fortunatamente c’erano ancora baracche libere e ne presero una per loro; il demone porto la donna incinta in un angolo della stanza dove alcune donne, vedendola sul punto di partorire, corsero ad aiutarla.
Il demone uscì fuori dal capanno ad aspettare; nel frattempo una ragazza demone sui 200 anni si avvicinò.
“Natasha, hai fatto presto a raggiungermi!”.
Disse il demone.
“Padre, siete venuto qui a far nascere mio fratello o mia sorella?”.
“Si, ma ricordati una cosa! Voglio che il bambino o la bambina non ti conosca prima del raggiungimento dei 200 anni!”.
“In poche parole quando avrò 400 anni!”.
“Si, ma dovrei chiederti un altro favore!”.
“Quale padre?”.
“Rimani con me sull’isola! Ma senza farti vedere! La cosa come ti ho detto voglio che sia segreta!”.
“Obbedisco, padre!”.
Si senti nell’aria un pianto; a quel suono molti bambini mezzo demoni raggiunsero la baracca curiosi di sapere chi era il/la loro nuovo/a compagno/a di giochi.
Il demone cane entrò.
“Natasha vieni un attimo anche tu!”.
Disse affacciandosi alzando la tenda di piccole canne che viene usata per chiudere la porta.
“Si!”.
I due entrarono mentre le donne uscivano, con tutti quei bambini che guardavano curiosi da un’apertura della tenda.
“È una bambina! Ma potrei sapere chi è questa ragazza?”.
Disse Mizuiro.
“È l’altra mia figlia, Natasha è il suo nome!”.
“Piacere!”.
“Non sapevo di lei, comunque sarà la sua sorella maggiore, giusto?”.
“Lei e la bambina per il momento non dovranno conoscersi!”.
Disse guardando la donna che teneva in braccio una piccola bambina mezzo demone dai capelli rosa e dagli occhi di un rosa tendente al fucsia.
“Quale nome avrà questa bambina?”.
Lui rispose: “Maryasha!”.
Mizuiro e Natasha: “Come?”.
“Maryasha, è il nome della bambina!”.
“Maryasha!”.
Ripete Mizuiro.
Natasha tra se e se pensava “ Quindi è lei la mia sorellina!”.
“Non ho altro da aggiungere!”.
Disse girandosi ed uscendo dalla capanna con l’altra sua figlia.
Mizuiro notò che alla porta vi erano molti bambini e li fece entrare.
Tutti i bambini in coro: “Sarà la nostra nuova compagna di giochi?”.
“Si, certo! Ma per ora è troppo piccola!”.
“Anch’io ho una sorellina piccola! È nata ieri!”.
“Come ti chiami piccolina?”.
Disse con fare gentile Mizuiro.
“Io, mi chiamo Katyusha ma tutti mi chiamano Katy! Piacere!”.
“Piacere, Katyusha! Io mi chiamo Mizuiro!”.
“Per caso sei una principessa?”.
Le chiese la bambina.
“Cosa te lo fa pensare?”.
“Bè hai un bellissimo vestito!”.
“Hai indovinato piccolina!”.
“Mi potete chiamare Katy?”.
“Certo, Katy!”.
Maryasha si rimise ha piangere.
“Bambini, potreste uscire? La bambina ha fame e poi vorrebbe riposarsi, per cui….”.
“Sii!”.
Risposero i bambini mezzo demoni in coro uscendo dalla capanna.
La bambina bevve tutto il suo latte e si addormentò fra le braccia della madre stringendo le manine a pugno.
Così dato che la bambina dormiva anche Mizuiro s’addormentò.



Continua.............




GIOCHI NEL VILLAGGIO, IL RACCONTO DEGLI ANZIANI E L'ARRIVO DI KANADE
- Capitolo 2° -

È passato diverso tempo da quando il demone cane e Mizuiro si erano trasferiti sull’isola; Maryasha è cresciuta e riesce persino già a parlare molto bene.
La bambina indossa un piccolo kimono marroncino chiaro e giallo canarino con i bordi lillà ed al collo porta una collanina con tre palline arancioni; una grande, una media ed una piccola come ciondolo.
Era facilmente riuscita a far amicizia con gli altri bambini e tutti i giorni si divertiva un sacco, quell’isola era un vero paradiso per i bambini mezzo demoni.



Qualcuno bussò alla baracca dove Maryasha stava ancora dormendo profondamente; erano dei bambini che erano venuti a cercarla.
“Ve la chiamo?”.
Disse Mizuiro ai bambini.
“Sii!”.
Dissero i bambini in coro.
La principessa si avvicinò alla piccola amaca, che aveva costruito insieme alla figlia, guardandovi all’interno.
Una bambina dai capelli e le orecchiette da cane rosa sulla testa se la stava dormendo.
“Maryasha? Maryasha?”.
“Ancora cinque minuti mamma!”.
“Ma oggi non avevi da giocare con i tuoi amici? Sono qui fuori ad aspettarti!”.
“COSA! Mamma ma quanto ho dormito?”.
Disse alzandosi di botto quasi cadendo a terra.
“Un bel po’ tesoro!”.
Maryasha uscì dall’amaca e uscì fuori a salutare i suoi amici.
“Dove andrete a mangiare?”.
“Tranquilla mamma! La mamma di Katy a preparato la merenda per tutti!”.
“Divertitevi allora!”.
“Sii!” .
Tutti i bambini corsero lungo i ponti di legno mentre Mizuiro li salutava con una mano.
Stavano andando a casa di Katyusha quando Maryasha che era in testa andò a sbattere contro qualcuno finendo a terra.
“Ahi, ahi, ahi! Che male! Ma chi…”.
Disse alzando la testa.
“Papà!”.
Il demone cane prese la bimba in braccio.
“Ti ho fatto male?”.
“Ma che dici papà! Per così poco!”.
“Non ti ho forse sentito dire << Ahi, ahi, ahi! Che male! >>?”.
“Scherzavo!”.
Disse la bimba sorridendo.
“Io ho fame!”.
Disse Marty (un’altra amichetta di Maryasha).
“Già anch’io fammi scendere! Per favore!”.
Il padre l’accontentò e la bambina riunitasi al gruppetto, salutò il padre e finalmente arrivarono a casa di Katyusha.
Katyusha le aspettava sulla porta con due canestri in mano.
“Ragazze! Non c’è la faccio più! Venite ad aiutarmi?”.
Urlò Katy.
“Eccoci!”.
La bambine si riunirono e sollevarono i due canestri per poi mettersi a correre versò il tempietto dove erano solite a fare merenda.
Il tempietto è una costruzione in pietra con due colonne all’ingresso con disegni ed incisioni nella lingua antica per poi proseguire con una grande scalinata; sulla cima c’è un ampio spazio ai cui lati ci sono cinque pietre più alte adibita a panchine (ovviamente senza spalliera).
Tirate fuori le loro merende e le bibite si misero a consumarle sui gradini.
“Come mai avete fatto tardi?”.
Chiese Katyusha.
“Chiedilo a Maryasha!”.
Dissero Marty e Ayumi (altra amica di Maryasha).
“Scusami, ero ancora addormenta! Però voi potevate chiamarmi prima!”.
Disse rivolgendosi a Marty e Ayumi.
“Ragazze!!!”.
Dissero tre bambini mezzo demoni.
“Rey! Kura! Shira!”.
Gridarono le quattro bambine.
Come al solito Rey e Kura cominciarono a dare fastidio a Marty e Katyusha, mentre Shira era un bambino molto timido e tutti a parte Ayumi sapevano che lui aveva una cotta per quest’ultima; per cui quando c’era lui ci si divertiva da matti.
“Perché non andiamo a giocare?”.
Chiese Maryasha.
“Si, andiamo!”.
Dissero Rey e Kura.
Il gruppo, formato da sette bambini mezzo demoni, cominciò a correre lungo i ponti di legno del villaggio dopo che Katy aveva riportato il cestino a casa.
“Bambini fate piano!”.
Gridò un demone anziano.
“Sii!!”.
Gridarono loro in coro.
“Ricordatevi stasera di venire al tempio!”.
“Certo!”.
Dopo questa piccola interruzione corsero nel boschetto delle lucciole dove si recavano ogni giorno per ricordare i loro antenati che dopo essere morti erano stati gettati nel forno di Meido, l’antico forno sacrificale, diventando lucciole.
Per ricordare i loro antenati cantavano una triste canzone cantata nell’antica lingua, la canzone dell’Addio, che gli anziani gli avevano insegnato una volta che ogni singolo bambino aveva imparato a parlare.
Finito quel triste momento di ricordi cominciò il vero divertimento.
“A cosa giochiamo?”.
Chiese Katy.
“A chi non si fa prendere da me e Rey!”.
Propose Kura che con un’occhiata al fratello gemello (Rey).
A quel segnale le bambine e Shira cominciarono a correre inseguite dai due fratelli gemelli.
Passarono alcune ore di rincorsa e nascondino, i due fratelli cominciarono a dare segni di fatica; ormai erano ancora da prendere solo Ayumi e Maryasha.
Ma alla fine quando i due crollarono era chiaro chi erano le vincitrici (Maryasha e Ayumi).
“Abbiamo vinto!”.
Gridando le due saltellando allegre.
La mattinata passò tranquilla fra giochi e risate; nel pomeriggio dopo aver mangiato la frutta che un’anziana signora aveva raccolto e regalato ai bambini e dopo un po’ di riposo i sette avevano voglia di giocare con l’acqua del laghetto al di sotto dei ponti.
Si calarono lungo le travi di legno ridendo e scherzando, erano tutti con i piedi nell’acqua a parte Maryasha che era ancora attaccata ad una trave.
“Dai Maryasha! Vieni a giocare! L’acqua è splendida!”.
Le gridò Ayumi.
“Ma ne sei sicura? Non è fredda?”.
“No, che non è fredda! Vieni giù, cagnolina fifona!”.
Le aveva risposto Kura prendendola in giro.
“Smettila di prendermi in giro e di trattarmi come un cane!”.
“Chiedile scusa Kura! Altrimenti non scenderà e non ci divertiremo! Lo sai com’è fatta Maryasha!”.
Disse Marty con tono piuttosto severo.
“Hai ragione Marty! ……….. Scusami Maryasha! Non lo dirò più!”.
Disse prima a Marty e poi a Maryasha.
“Ti perdono Kura!”.
Gli rispose sorridendo.
“Bene, ed ora che pace è fatta vieni giù con noi?”.
“Arrivo!”.
Disse facendo un salto e buttandosi.
Quando toccò l’acqua fece un enorme schizzo che finì addosso a tutti.
“MARYASHA!”.
“Scusatemi!”.
Disse a tutti i suoi amici che come lei ora erano praticamente zuppi.
Si stava facendo sera ed il sole stava cominciando a tramontare cosi i giovani mezzo demoni rientrarono nelle loro case per cambiarsi; quella sera ci sarebbe stata una festa seguita da un racconto narrato dai più anziani dell’isola.
“Tesoro, vieni a metterti il Kimono che fra poco si và alla festa!”.
Disse Mizuiro.
“Si, arrivo madre!!”.
Una volta pronta la piccola mezzo demone indossava un grazioso Kimono giallo con fiori d’ibisco rosa ed i suoi capelli rosa erano legati in una coda bassa da un nastrino verde ed al piede destro portava una graziosa cavigliera con un fiore d’ibisco rosso ed ovviamente non le poteva mancare la sua collana composta da tre palline arancioni (una grande in alto poi una media ed in basso una piccola); era davvero molto carina.
“Ma mio padre? Dove si trova?”.
“È già alla festa piccola mia!”.
“Madre, potreste diminuire i diminutivi! Mi sento un po’ in imbarazzo!”.
“Non dire sciocchezze! Comunque stasera sei bellissima!”.
“Grazie!”.
“Ora andiamo o faremo tardi!”.
“Si!”.

La festa si svolgeva al tempietto; una volta là Maryasha intravide Katyusha, Marty ed Ayumi e le raggiunse, erano tutte quante bellissime.
Katyusha indossava un kimono verde con delle stelle gialle, i suoi capelli viola erano legati in una grande treccia da un nastrino giallo, al braccio aveva un grazioso bracciale argentato.
Marty invece indossava un kimono azzurro con delle violette viola (ovviamente), i capelli biondi ed arancioni erano legati in due code alte ai lati della testa da due fiocchi rosa ed al collo una collana con una piccola conchiglia.
Infine Ayumi indossava un kimono arancione con dei gigli bianchi, i suoi capelli verdi erano sciolti dato che le arrivano alle spalle ed un bracciale con un fiore di giglio bianco.
Le tre bambine mezzo demoni erano molto carine; Maryasha si unì a loro e cominciarono a chiacchierare ed a domandarsi quale fosse il racconto che quella sera sarebbe stato raccontato dagli anziani.
Poco dopo arrivarono anche gli altri bambini.
“Ragazze!”.
“Era ora che arrivaste!!”.
Gridò loro Maryasha.
“Ma se sei arrivata ora anche tu!!?”.
Le rispose Ayumi.
Maryasha fece una piccola linguaccia.

I due gemelli indossavano dei kimoni maschili a pantalone lunghi fino ai ginocchi.
Kura aveva i pantaloni del suo kimono di un blu elettrico e la piccola tunica era bianca mentre Rey aveva i pantaloni viola e, come il fratello, la piccola tunica di colore bianco.
I loro capelli arancioni e blu erano pettinati come sempre.
Shira invece indossava anche lui un kimono maschile come glia altri due bambini, però i pantaloni erano di un bel rosso fuoco e la piccola tunica era di un verde pastello chiaro; i lunghi capelli argentati che gli arrivavano poco sotto le spalle erano legati da una piccola coda bassa.

Katyusha vide arrivare la madre che non era ancora arrivata ( Katyusha era venuta alla festa col padre ), insieme alla donna c’era Ryusha la sorellina di Katyusha ( purtroppo Maryasha rimaneva la più piccola del gruppo anche se a Ryusha non piaceva andare con la sorella ed il gruppo perché preferisce rimanere con la madre tutto il giorno).

La festa cominciò e dopo un bel banchetto gli anziani si sedettero davanti al falò che era stato acceso.
Tutti notato ciò capirono che era l’ora del racconto cosi tutti si sederono per ascoltare meglio i tre demoni anziani.
I bambini più giovani a parte Ryusha si erano messi davanti data la molta curiosità.
“Quella che vi racconteremo oggi non è una vera storia ma una profezia ma più che altro il destino di un’abitante della nostra isola!”.
Marty alzò la mano e quando gli anziani le dettero il permesso finalmente poté fare la sua domanda.
“ Ma chi è quella persona?”.
“Non lo sappiamo! La profezia ci è stata narrata dalla madre di questa bambina!”.
Disse indicando la bambina umana di circa dieci anni dal kimono a pantalone.
I pantaloni del kimono erano di un bel rosso fuoco e la tunica era bianca, i lunghi capelli castani erano legati in una coda bassa (assomiglierebbe ad una mini kikyo se non fosse per il colore dei capelli castani e gli occhi color del cielo).
“Non l’abbiamo mai vista prima!”.
Disse Ayumi.
“Infatti è arrivata dieci giorni fa sull’isola insieme alla madre ma che purtroppo ieri è morta! È una giovane sacerdotessa, si chiama Kanade!”.
“Ciao!”.
“Ciao Kanade!”.
Risposero i sette bambini mezzo demoni in coro.
“Vogliamo sentire la profezia!!!!!”.
Alcuni demoni ed alcune donne del villaggio si stavano lamentando per l’intromissione dei bambini.
“bambini, le domande alla fine del racconto ok?!”.
“Si, va bene!”.
Risposero al vecchio demone che aveva parlato.
“La profezia dice: << …Su di un isola misteriosa perennemente avvolta dalle nebbie,
demoni degli elementi conducono all’abisso del suo popolo.
Una ragazza mezzo sangue molto simile ad un’umana
Salverà l’isola il cui destino era perduto.
Ed una compagnia di sette che il bene difende
Risplenderà con forza abbagliante sul male.
E ciò che era perduto potrà tornare ad essere...>>.

“Che bella! Ora bisogna solo scoprire chi è quella ragazza!!”.
Disse Katy.
“Ma chi saranno i demoni degli elementi? E la compagnia?”.
Chiese Shira.
“Solo il tempo ci potrà dare una risposta!”.
Disse Maryasha.
“Concordo con te! Il tempo fornisce sempre tutte le risposte ad ogni domanda!”.
Disse l’anziano rivolto a Maryasha.
“ La ringrazio!”.
“Figurati!”.
“Approposito dei demoni degli elementi, dato che Kanade è una giovane sacerdotessa vi comunico che oltre al padre di Maryasha ed all’altro protettore dell’isola che purtroppo oggi non sarà presente, lei proteggerà l’isola con la sua forza spirituale che sta andando in aumento!”.
La bambina arrossì leggermente ma era fiera di essere diventata la sacerdotessa dell’isola.

La serata era ormai giunta al termine così ogni abitante del villaggio se ne tornò alla propria baracca per dormire ed aspettare il nuovo giorno.

Continua…



È passato diverso tempo da quando il demone cane e Mizuiro si erano trasferiti sull’isola; Maryasha è cresciuta e riesce persino già a parlare molto bene.
La bambina indossa un piccolo kimono marroncino chiaro e giallo canarino con i bordi lillà ed al collo porta una collanina con tre palline arancioni; una grande, una media ed una piccola come ciondolo.
Era facilmente riuscita a far amicizia con gli altri bambini e tutti i giorni si divertiva un sacco, quell’isola era un vero paradiso per i bambini mezzo demoni.



Qualcuno bussò alla baracca dove Maryasha stava ancora dormendo profondamente; erano dei bambini che erano venuti a cercarla.
“Ve la chiamo?”.
Disse Mizuiro ai bambini.
“Sii!”.
Dissero i bambini in coro.
La principessa si avvicinò alla piccola amaca, che aveva costruito insieme alla figlia, guardandovi all’interno.
Una bambina dai capelli e le orecchiette da cane rosa sulla testa se la stava dormendo.
“Maryasha? Maryasha?”.
“Ancora cinque minuti mamma!”.
“Ma oggi non avevi da giocare con i tuoi amici? Sono qui fuori ad aspettarti!”.
“COSA! Mamma ma quanto ho dormito?”.
Disse alzandosi di botto quasi cadendo a terra.
“Un bel po’ tesoro!”.
Maryasha uscì dall’amaca e uscì fuori a salutare i suoi amici.
“Dove andrete a mangiare?”.
“Tranquilla mamma! La mamma di Katy a preparato la merenda per tutti!”.
“Divertitevi allora!”.
“Sii!” .
Tutti i bambini corsero lungo i ponti di legno mentre Mizuiro li salutava con una mano.
Stavano andando a casa di Katyusha quando Maryasha che era in testa andò a sbattere contro qualcuno finendo a terra.
“Ahi, ahi, ahi! Che male! Ma chi…”.
Disse alzando la testa.
“Papà!”.
Il demone cane prese la bimba in braccio.
“Ti ho fatto male?”.
“Ma che dici papà! Per così poco!”.
“Non ti ho forse sentito dire << Ahi, ahi, ahi! Che male! >>?”.
“Scherzavo!”.
Disse la bimba sorridendo.
“Io ho fame!”.
Disse Marty (un’altra amichetta di Maryasha).
“Già anch’io fammi scendere! Per favore!”.
Il padre l’accontentò e la bambina riunitasi al gruppetto, salutò il padre e finalmente arrivarono a casa di Katyusha.
Katyusha le aspettava sulla porta con due canestri in mano.
“Ragazze! Non c’è la faccio più! Venite ad aiutarmi?”.
Urlò Katy.
“Eccoci!”.
La bambine si riunirono e sollevarono i due canestri per poi mettersi a correre versò il tempietto dove erano solite a fare merenda.
Il tempietto è una costruzione in pietra con due colonne all’ingresso con disegni ed incisioni nella lingua antica per poi proseguire con una grande scalinata; sulla cima c’è un ampio spazio ai cui lati ci sono cinque pietre più alte adibita a panchine (ovviamente senza spalliera).
Tirate fuori le loro merende e le bibite si misero a consumarle sui gradini.
“Come mai avete fatto tardi?”.
Chiese Katyusha.
“Chiedilo a Maryasha!”.
Dissero Marty e Ayumi (altra amica di Maryasha).
“Scusami, ero ancora addormenta! Però voi potevate chiamarmi prima!”.
Disse rivolgendosi a Marty e Ayumi.
“Ragazze!!!”.
Dissero tre bambini mezzo demoni.
“Rey! Kura! Shira!”.
Gridarono le quattro bambine.
Come al solito Rey e Kura cominciarono a dare fastidio a Marty e Katyusha, mentre Shira era un bambino molto timido e tutti a parte Ayumi sapevano che lui aveva una cotta per quest’ultima; per cui quando c’era lui ci si divertiva da matti.
“Perché non andiamo a giocare?”.
Chiese Maryasha.
“Si, andiamo!”.
Dissero Rey e Kura.
Il gruppo, formato da sette bambini mezzo demoni, cominciò a correre lungo i ponti di legno del villaggio dopo che Katy aveva riportato il cestino a casa.
“Bambini fate piano!”.
Gridò un demone anziano.
“Sii!!”.
Gridarono loro in coro.
“Ricordatevi stasera di venire al tempio!”.
“Certo!”.
Dopo questa piccola interruzione corsero nel boschetto delle lucciole dove si recavano ogni giorno per ricordare i loro antenati che dopo essere morti erano stati gettati nel forno di Meido, l’antico forno sacrificale, diventando lucciole.
Per ricordare i loro antenati cantavano una triste canzone cantata nell’antica lingua, la canzone dell’Addio, che gli anziani gli avevano insegnato una volta che ogni singolo bambino aveva imparato a parlare.
Finito quel triste momento di ricordi cominciò il vero divertimento.
“A cosa giochiamo?”.
Chiese Katy.
“A chi non si fa prendere da me e Rey!”.
Propose Kura che con un’occhiata al fratello gemello (Rey).
A quel segnale le bambine e Shira cominciarono a correre inseguite dai due fratelli gemelli.
Passarono alcune ore di rincorsa e nascondino, i due fratelli cominciarono a dare segni di fatica; ormai erano ancora da prendere solo Ayumi e Maryasha.
Ma alla fine quando i due crollarono era chiaro chi erano le vincitrici (Maryasha e Ayumi).
“Abbiamo vinto!”.
Gridando le due saltellando allegre.
La mattinata passò tranquilla fra giochi e risate; nel pomeriggio dopo aver mangiato la frutta che un’anziana signora aveva raccolto e regalato ai bambini e dopo un po’ di riposo i sette avevano voglia di giocare con l’acqua del laghetto al di sotto dei ponti.
Si calarono lungo le travi di legno ridendo e scherzando, erano tutti con i piedi nell’acqua a parte Maryasha che era ancora attaccata ad una trave.
“Dai Maryasha! Vieni a giocare! L’acqua è splendida!”.
Le gridò Ayumi.
“Ma ne sei sicura? Non è fredda?”.
“No, che non è fredda! Vieni giù, cagnolina fifona!”.
Le aveva risposto Kura prendendola in giro.
“Smettila di prendermi in giro e di trattarmi come un cane!”.
“Chiedile scusa Kura! Altrimenti non scenderà e non ci divertiremo! Lo sai com’è fatta Maryasha!”.
Disse Marty con tono piuttosto severo.
“Hai ragione Marty! ……….. Scusami Maryasha! Non lo dirò più!”.
Disse prima a Marty e poi a Maryasha.
“Ti perdono Kura!”.
Gli rispose sorridendo.
“Bene, ed ora che pace è fatta vieni giù con noi?”.
“Arrivo!”.
Disse facendo un salto e buttandosi.
Quando toccò l’acqua fece un enorme schizzo che finì addosso a tutti.
“MARYASHA!”.
“Scusatemi!”.
Disse a tutti i suoi amici che come lei ora erano praticamente zuppi.
Si stava facendo sera ed il sole stava cominciando a tramontare cosi i giovani mezzo demoni rientrarono nelle loro case per cambiarsi; quella sera ci sarebbe stata una festa seguita da un racconto narrato dai più anziani dell’isola.
“Tesoro, vieni a metterti il Kimono che fra poco si và alla festa!”.
Disse Mizuiro.
“Si, arrivo madre!!”.
Una volta pronta la piccola mezzo demone indossava un grazioso Kimono giallo con fiori d’ibisco rosa ed i suoi capelli rosa erano legati in una coda bassa da un nastrino verde ed al piede destro portava una graziosa cavigliera con un fiore d’ibisco rosso ed ovviamente non le poteva mancare la sua collana composta da tre palline arancioni (una grande in alto poi una media ed in basso una piccola); era davvero molto carina.
“Ma mio padre? Dove si trova?”.
“È già alla festa piccola mia!”.
“Madre, potreste diminuire i diminutivi! Mi sento un po’ in imbarazzo!”.
“Non dire sciocchezze! Comunque stasera sei bellissima!”.
“Grazie!”.
“Ora andiamo o faremo tardi!”.
“Si!”.

La festa si svolgeva al tempietto; una volta là Maryasha intravide Katyusha, Marty ed Ayumi e le raggiunse, erano tutte quante bellissime.
Katyusha indossava un kimono verde con delle stelle gialle, i suoi capelli viola erano legati in una grande treccia da un nastrino giallo, al braccio aveva un grazioso bracciale argentato.
Marty invece indossava un kimono azzurro con delle violette viola (ovviamente), i capelli biondi ed arancioni erano legati in due code alte ai lati della testa da due fiocchi rosa ed al collo una collana con una piccola conchiglia.
Infine Ayumi indossava un kimono arancione con dei gigli bianchi, i suoi capelli verdi erano sciolti dato che le arrivano alle spalle ed un bracciale con un fiore di giglio bianco.
Le tre bambine mezzo demoni erano molto carine; Maryasha si unì a loro e cominciarono a chiacchierare ed a domandarsi quale fosse il racconto che quella sera sarebbe stato raccontato dagli anziani.
Poco dopo arrivarono anche gli altri bambini.
“Ragazze!”.
“Era ora che arrivaste!!”.
Gridò loro Maryasha.
“Ma se sei arrivata ora anche tu!!?”.
Le rispose Ayumi.
Maryasha fece una piccola linguaccia.

I due gemelli indossavano dei kimoni maschili a pantalone lunghi fino ai ginocchi.
Kura aveva i pantaloni del suo kimono di un blu elettrico e la piccola tunica era bianca mentre Rey aveva i pantaloni viola e, come il fratello, la piccola tunica di colore bianco.
I loro capelli arancioni e blu erano pettinati come sempre.
Shira invece indossava anche lui un kimono maschile come glia altri due bambini, però i pantaloni erano di un bel rosso fuoco e la piccola tunica era di un verde pastello chiaro; i lunghi capelli argentati che gli arrivavano poco sotto le spalle erano legati da una piccola coda bassa.

Katyusha vide arrivare la madre che non era ancora arrivata ( Katyusha era venuta alla festa col padre ), insieme alla donna c’era Ryusha la sorellina di Katyusha ( purtroppo Maryasha rimaneva la più piccola del gruppo anche se a Ryusha non piaceva andare con la sorella ed il gruppo perché preferisce rimanere con la madre tutto il giorno).

La festa cominciò e dopo un bel banchetto gli anziani si sedettero davanti al falò che era stato acceso.
Tutti notato ciò capirono che era l’ora del racconto cosi tutti si sederono per ascoltare meglio i tre demoni anziani.
I bambini più giovani a parte Ryusha si erano messi davanti data la molta curiosità.
“Quella che vi racconteremo oggi non è una vera storia ma una profezia ma più che altro il destino di un’abitante della nostra isola!”.
Marty alzò la mano e quando gli anziani le dettero il permesso finalmente poté fare la sua domanda.
“ Ma chi è quella persona?”.
“Non lo sappiamo! La profezia ci è stata narrata dalla madre di questa bambina!”.
Disse indicando la bambina umana di circa dieci anni dal kimono a pantalone.
I pantaloni del kimono erano di un bel rosso fuoco e la tunica era bianca, i lunghi capelli castani erano legati in una coda bassa (assomiglierebbe ad una mini kikyo se non fosse per il colore dei capelli castani e gli occhi color del cielo).
“Non l’abbiamo mai vista prima!”.
Disse Ayumi.
“Infatti è arrivata dieci giorni fa sull’isola insieme alla madre ma che purtroppo ieri è morta! È una giovane sacerdotessa, si chiama Kanade!”.
“Ciao!”.
“Ciao Kanade!”.
Risposero i sette bambini mezzo demoni in coro.
“Vogliamo sentire la profezia!!!!!”.
Alcuni demoni ed alcune donne del villaggio si stavano lamentando per l’intromissione dei bambini.
“bambini, le domande alla fine del racconto ok?!”.
“Si, va bene!”.
Risposero al vecchio demone che aveva parlato.
“La profezia dice: << …Su di un isola misteriosa perennemente avvolta dalle nebbie,
demoni degli elementi conducono all’abisso del suo popolo.
Una ragazza mezzo sangue molto simile ad un’umana
Salverà l’isola il cui destino era perduto.
Ed una compagnia di sette che il bene difende
Risplenderà con forza abbagliante sul male.
E ciò che era perduto potrà tornare ad essere...>>.

“Che bella! Ora bisogna solo scoprire chi è quella ragazza!!”.
Disse Katy.
“Ma chi saranno i demoni degli elementi? E la compagnia?”.
Chiese Shira.
“Solo il tempo ci potrà dare una risposta!”.
Disse Maryasha.
“Concordo con te! Il tempo fornisce sempre tutte le risposte ad ogni domanda!”.
Disse l’anziano rivolto a Maryasha.
“ La ringrazio!”.
“Figurati!”.
“Approposito dei demoni degli elementi, dato che Kanade è una giovane sacerdotessa vi comunico che oltre al padre di Maryasha ed all’altro protettore dell’isola che purtroppo oggi non sarà presente, lei proteggerà l’isola con la sua forza spirituale che sta andando in aumento!”.
La bambina arrossì leggermente ma era fiera di essere diventata la sacerdotessa dell’isola.

La serata era ormai giunta al termine così ogni abitante del villaggio se ne tornò alla propria baracca per dormire ed aspettare il nuovo giorno.

Continua…



LA SPADA, LA PULCE E LA MORTE DEL PADRE
- Capitolo 3°



Il mattino arrivò presto sull’isola di Horai; Mizuiro era stata chiamata dal suo amato per discutere d’alcune cose…
“Dimmi amore, di che si tratta?”.
Intanto chi sa per quale motivo Maryasha stamani era già sveglia, non è da lei; in ogni caso si alzò e notò i genitori che erano fuori della baracca a discutere e curiosa com’era volle sbirciare…
“La barriera dell’isola si sta indebolendo di nuovo, ma ne sei sicuro?”.
Disse Mizuiro.
“Purtroppo sì ed al di fuori di essa percepisco l’arrivo di molte aure demoniache maligne assai potenti, ma non dovrebbe essere un problema per me…”.
“Meno male!”.
Mizuiro fu sollevata; in quel momento sentirono un tonfo.
“Ahi!”.
“Ma che? …. Maryasha, cosa ci fai già in piedi? Ti abbiamo svegliato? Che ci fai lì in terra?”.
“Sono inciampata!”.
“Ti sei fatta male?”.
“No, per un graffietto come questo non c’è bisogno di una medicazione!”.
“Sicura?”.
“Si!”.
La donna prese la figlia in braccio e la portò fuori.
“Come mai già in piedi?”.
Chiese il demone cane a sua figlia.
“Non lo so; non avevo più sonno!”.
Il padre le fece una carezza sulla testa passando su quelle piccole orecchiette canine rosa che la bimba aveva sulla testa.
La bimba non poté che sorridere le piacevano un sacco quelle carezze.

Ad un certo punto arrivarono gli amici di Maryasha e la bambina li seguì per andare a giocare con loro.
“Maryasha, aspetta!”.
“Si, dite padre!”.
“Dopo pranzo potresti venire da me? Ho da darti una cosa!”.
“Va bene! Ma cos’è?”.
“Una sorpresa!”.
“Ok, ciao papà!”.

Quella mattina il gruppo dei piccoli mezzo demoni si divertì un sacco, finalmente arrivò l’ora di pranzo e i sette si recarono sul prato per un bel picnic sotto gli alberi delle sfere di Horai che stavano vicino al mare.
Gli alberi delle sfere di Horai erano degli alberi che facevano crescere delle piccole sfere bianche molto dolci, avevano proprio un buon sapore.
Il sole filtrava dai rami e i bambini si riposarono sotto gli alberi mangiando le deliziose pietanze preparate stavolta dalla madre di Shira.
“Tua madre è bravissima a cucinare Shira!”.
“Gra..grazie Ayumi! Glielo farò sapere!”.
Il viso di Shira divenne tutto rosso.
E tutti a parte Ayumi e Shira si misero a ridere.
“Che cosa avete da ridere?”.
Chiese Ayumi.
“Niente, niente!”.
Risposero gli altri all’unisono.
Shira non sapeva cosa fare, aveva nascosto un mazzo di fiori dietro la schiena e non sapeva come farli avere ad Ayumi.
Maryasha si accorse di ciò e si avvicinò all’orecchio di Shira.
“Perché non glieli dai quei fiori?”.
Disse sottovoce.
“Non so come, ho paura di fare una figuraccia…”.
“E se porto gli altri via con una scusa?”.
“Va bene… ma… e se..”.
“Shira, Shira… con i se e con i ma non concluderai niente! Abbi più coraggio… oppure sei simile ad un ragazzino umano?”.
“Ma che stai dicendo, no che non lo sono!”.
“Allora coraggio!”.
Il ragazzino annuì.
“Che avete da bisbigliare voi due?”.
Chiese Marty,
“Ragazzi mi serve il vostro aiuto potreste venire con me?”.
“Si!”.
Risposero tutti a parte Shira.
“Ayumi, potresti rimanere qui?”.
“Perché?”.
“Perché dobbiamo essere in cinque!”.
“E perché devo rimanere? Voglio venire anch’io!”.
“Per favore…”.
Le chiese quasi supplicandola.
“Va bene!”.

I cinque se n’andarono quando furono abbastanza lontani Maryasha si fermò.
“Che cosa succede Maryasha? Perché ti sei fermata?”.
Le chiese Marty.
“La verità è che non devo fare niente!”.
“Coosa?!”.
Dissero i quattro all’unisono.
“Il fatto è che Shira a portato dei fiori ad Ayumi e non voleva fare figuracce con noi vicino!”.
“Aah….”.
Sul volto dei cinque si apparvero degli splendidi sorrisi.


Intanto sotto gli alberi delle sfere di Horai….
“Perché se ne sono andati senza di me?”.
Disse Ayumi.
“Perché? Ti da fastidio stare qui con me?”.
Rispose Shira.
“No, non è questo…. Volevo andare anch’io con loro…”.
“A..Ayumi….”.
Disse avvicinandosi a lei.
“Cosa c’è? Dimmi…”.
Chiuse gli occhi e rosso in volto le porse il mazzo con gli splendidi fiori.
“Questi sono per te!”.
“Per me?”.
“Si!”.
“Non è il mio compleanno…”. Disse prendendoli e sentendone il dolce profumo.
“Ve… veramente questi sono per dirti che io…ehm cioè…”.
Disse diventando ancora più rosso.
“Dirmi che cosa?”.
“Per dirti che………………………… TU MI PIACI VERAMENTE TANTO AYUMI!!”.
La bambina arrossì violentemente.
“Oh, Shira…… anch’io ti voglio tanto bene!”.
I due si abbracciarono.
Rimasero in quella posizione ancora per un po’… finché non udirono l’avvicinarsi di piccoli passi.
A quel punto si divisero.
“Lo so che siete lì dietro!”.
Gridò Ayumi.
I cinque uscirono da dietro ad un cespuglio.
“Allora com’è andata?”.
Chiese Katyusha.
“Co cosa? Chi vi ha detto che….”.
Chiese Shira.
“Bè…”.
Maryasha abbassò la testa.
“Sei stata tu Maryasha… perché gliel’hai detto?”.
“Mi dispiace….”.
“E che c’è di male!?”.
Disse Rey.
“Niente, però…”.

“MARYASHA!! MARYASHA!!”.
“Questa è la voce di mio padre….. ah, dove ho la testa…. Scusate devo andare!”.
Si mise a correre più veloce che poté.
“Ah, eccoti… ma dov’eravate andati a mangiare?”.
“Sotto gli alberi delle sfere di Horai!”.
“Vieni…”.
“Si!”.
Il padre la portò al tempietto.
“Perché siamo venuti qui padre?”.
“Sali lì sopra!”.
“Va bene!”.
La bimba salì su di un gradino.
Ad un certo punto dalla scalinata cominciò a saltellare qualcosa di piccolo che si posò sulla mano tesa che il demone cane aveva appena aperto.
“Salve padrone!”.
“Ben arrivata Shoga!”.
“Chi è questa pulce?”.
Chiese la bimba.
“Piacere signorina Maryasha, il mio nome è Shoga, sono stata al servizio di suo padre da molto tempo ma adesso il padrone mi ha chiesto di badare a voi…”.
Disse un’anziana demone pulce.
“Piacere!”.
“Mi permettete di posarmi sulla vostra spalla?”.
“Si, a patto che tu non mi punga!”.
“Va bene accetto la condizione!”.
Disse saltandole sulla spalla.
“Padre era per l’anziana Shoga che mi avete fatto venire qui?”.
“Anche tesoro…”.
“Allora cosa c’è in oltre?”.
Il demone tolse dai suoi pantaloni l’ultima spada che aveva (l’altra l’aveva consegnata da poco a Natasha) e la tenne tra le mani in posizione orizzontale.
“Questa è per te!”.
“La vostra alabarda, ma perché?”.
“Voglio che la tenga tu! E che impari ad usarla! Lo farai?”.
“Va bene padre, lo farò!”.
“Ora devo andare da tua madre, a presto!”.

La bambina si sistemò la spada come meglio poté e s’incamminò velocemente, con la vecchia Shoga ancora sulla spalla, verso il luogo in cui aveva lasciato i suoi amici.
Erano ancora la, avevano risposto il cestino da una parte e stavano sdraiati sopra i teli che avevano steso per il picnic a riposare.
“Ehi, ragazzi!”.
Disse urlando loro mentre si avvicinava.
“Maryasha!”.
Gridarono tutti all’unisono vedendola arrivare.
“Che cosa voleva tuo padre?”.
Chiese Ayumi.
“Ehi, ma cos’è quella?”.
Chiesero i due gemelli.
“È la spada di mio padre! Ma non so come si chiama…”.
“La spada si chiama Tessaiga!”.
“Ma chi ha parlato?”.
Chiese Katyusha.
“Scusate la mia impertinenza, non mi sono presentata…”.
Disse l’anziana Shoga saltellando per farsi vedere.
“Ma è una demone pulce!”.
Dissero tutti all’unisono.
“Il mio nome è Shoga, sono stata al servizio del padre della signorina Maryasha ed adesso sono al servizio di sua figlia…”.
“Shoga, hai detto che la spada si chiama Tessaiga, giusto?”.
Chiese Maryasha.
“Si, e vi devo dire la verità non è l’unica spada che possiede questo nome…”.
“perché ne esiste un’altra?”.
“Si, furono create due spade gemelle ed il loro nome fu Tessaiga! Dato che è stata forgiata prima l’altra Tessaiga, questa è comunemente chiamata <<la gemella di Tessaiga>> o <<la Tessaiga gemella>>”.
“Mi piace di più “La gemella di Tessaiga”, l’altro nome è proprio brutto!”.
Disse Maryasha.
“Sono d’accordo con te!”.
Disse Marty.
“Bè, ora devo solo imparare ad utilizzarla!”.
“Ce la mostreresti?”.
Maryasha annuì e la estrasse.
La lama era molto arrugginita.
“Ma che cosa cavolo? È tutta arrugginita!”.
Disse Kura.
“Che storia è questa?”.
Disse Shira.
“È una splendida spada, solo che non ha ancora il suo vero aspetto, il suo potere demoniaco deve essere attivato e solo voi saprete quando sarà il momento!”.
”Ma come farò a capirlo?”.
“Quando il momento arriverà lo saprete riconoscere voi stessa! L’unica cosa che posso dirvi però e che questa spada come l’altra è stata creata per difendere qualcuno caro a chi la impugna e solo la spada decide a chi vuole appartenere! Il fatto che non vi abbia respinto significa che vi accetta come padrona!”.
Disse la vecchia Shoga.
“Capito!”.
“Bè ma adesso andiamo a giocare!”.
Disse Kura.
“Sii!”.
Gridarono tutti in coro.
“Io scendo!”.
Disse l’anziana Shoga scendendo dalla spalla di Maryasha.
“Ascoltami, potresti tenere la spada mentre noi giochiamo?”.
“Si, la terrò d’occhio!”.
La bambina appoggiò la spada per terra ed andò a giocare con i suoi amici.
All’arrivo del tramonto Maryasha corse a recuperare la spada e la vecchia Shoga mentre Shira recuperò il cestino.

Rientrata in casa Maryasha si gettò sulla sua amaca stanca; quella è stata proprio una lunga giornata.
Durante la notte però la barriera magica dell’isola s’incrinò nuovamente, tanto da permettere ai demoni lì fuori ad aspettare di poter invadere l’isola.
La luna piena illuminava tutto a giorno ma il cielo si stava riempiendo di fitti nuvolosi scuri e violastri che facevano lo stesso trasparire i raggi lunari.
I demoni cominciarono ad entrare.
“Oh, no! Padre, ci attaccano!”.
“Si, li ho visti Natasha! Forza andiamo a proteggere l’isola!”.
Disse il padre della giovane.
Non lo sapeva ancora che quella, quella sarebbe stata la sua ultima battaglia; anche se se lo sentiva, sentiva una strana sensazione che gli trapassava tutta l’anima in ogni caso però non gli diede peso.
Il demone dai capelli argentei seguito a ruota dalla figlia dai capelli arancioni, entrambi pieni di riflessi dorati e azzurrini scendevano giù da quella montagna a forma di corno per dare inizio alla loro battaglia.

La battaglia iniziò, i due demoni si difendevano con gli artigli e con le loro unghie velenose che si erano allungate come se fossero una frusta, quelle di lui verdognole mentre quelle di lei arancioni.
Dato che stavano facendo un fracasso infernale, tutta l’isola si risvegliò.
Alcuni demoni venuti dall’esterno riuscirono a scansare i due demoni e si dirigevano minacciosi sul villaggio.
Maryasha si svegliò di colpo insieme alla madre.
“Madre, rimanete in casa!”.
“Ma, Maryasha! Che cosa fai? Dove stai andando?!!!!!”.
Disse mentre vedeva la bimba prima prendere la sua nuova spada e poi corre fuori seguita sulla spalla dall’anziana Shoga che aveva il compito di consigliarla.
“Non ti preoccupare mamma! So quello che faccio!”.
“Stai attenta allora!”.
La bambina corse fino a che sul suo cammino non incontrò i primi demoni.
“MARYASHA!”.
Gridarono i suoi compagni che l’avevano vista correre e l’avevano raggiunta.
“No, fermi!”.
Il gruppo si fermò.
I demoni continuavano ad avvicinarsi sempre più pericolosi al gruppetto che stava letteralmente morendo di paura.
Maryasha si parò davanti a loro.
“Non vi preoccupate!”
Disse estraendo la spada.
“ORA CI PENSO IO A PROTEGGERVI!”.
La spada iniziò a pulsare, come se fosse viva, reagendo al sentimento di Maryasha.
Ad un certo punto si trasformò (la spada) diventò una zanna.
“Bene, signorina Maryasha! Ci siete riuscita! Ora cercate il punto in cui il vento vostra aura demoniaca si incontra con quella dei demoni e poi lanciate il colpo!”.
“Ho capito!..... Eccolo……Aaaaaaaaaaah!”.
Scagliò un fendente ( caspita, per essere una bambina ce n’ha di forza!), il colpo andò a finire contro i demoni che si disintegrarono in minuscoli pezzettini lasciando solo una nuvola di polvere.
“CASPITA!”.
Grido il gruppo dei mezzo demoni in coro dietro a Maryasha.
“Sei stata bravissima!”.
Le disse Katyusha.
“Grazie!”.

La battaglia infuriava da per tutto sull’isola e tutti i demoni buoni dell’isola cercavano di dare una mano per respingere quei demoni venuti dalla terra ferma.
Anche la giovane sacerdotessa Kanade si dava da fare, scagliava le sue frecce magiche, che aveva imparato da poco ad utilizzare, contro i demoni che si stavano disintegrando uno ad uno.
Quattro demoni però si stavano facendo strada, uno di loro dal mare, così il grande demone cane decise di affrontarli da solo anche se Natasha gli aveva chiesto in tutti i modi di poter intervenire.
“Chi siete dannati?”.
“Noi siamo gli Shitoshin!”.
“Che cosa volete da quest’isola?”.
“Vogliamo avere l’eterna giovinezza!”.
“Vedo che conoscete bene il segreto di quest’isola!... Peccato che per le vostre azioni appena commesse, non vivrete per averla!”. (l’eterna giovinezza)
“Taci! Noi siamo molto forti! Io sono Ryura mentre loro sono Jura, Kyora e Gora! Noi siamo dei!”.
Disse Ryura indicando con il pollice se stesso e i compagni.
“Siete solo dei poveri stolti!”.
Disse andando a tutta velocità verso di loro.
I quattro si difendevano bene ed allora il demone cane fu costretto a trasformarsi in un’enorme demone cane dal pelo bianco e cominciò a combattere contro di loro.
Natasha seguiva lo scontro preoccupata.
Il demone fu ferito gravemente dall’unione dei poteri degli Shitoshin ma riuscì lo stesso a combattere finendo per immobilizzarli con le sue enormi zampe sulla spiaggia dell’isola.
Le nuvole scure stavano svanendo, ora rimaneva da far fuori solo gli Shitoshin.
I quattro demoni riuscirono a salvarsi grazie all’intervento di Ryura che impugnava due spade che avevano nuovamente ferito il demone che stava perdendo molto sangue.
La barriera dell’isola stava per stabilizzarsi richiudendosi di nuovo; così il grande demone cane spinse con una potente zampata i quattro demoni fuori dall’isola.
Ma prima che la barriera si richiudesse lasciando i quattro fuori dall’isola Ryura riuscì a scagliare contro il demone un ultimo colpo.

Natasha vedendo il padre che si stava accasciando a terra riprendendo una forma più umana gli corse incontro.
“PADRE!”.
“Figlia mia per me è finita!”.
“Ma padre! Se usassi il potere di Tenseiga?”.
“No….”.
Disse con voce ancora più debole.
“È giunto per me il momento di andare da mio fratello!”.
“Ma padre, io….”.
“Abbi fiducia nelle tue e nelle capacità di tua sorella!... Avete un grande potere!”.
“Padre…”.
Sulle guance della demone stavano scendendo delle lacrime che non accennavano a smettere di scendere.
“Promettimi che tu e tua sorella fermerete gli Shitoshin una volta per tutte!”.
“Si! Ve lo prometto padre!”.
“Un ultima cosa…”.
Disse con gli occhi che si stavano chiudendo lentamente.
“Ditemi!”.
“Vi voglio tanto bene! A te, Maryasha, Mizuiro e tua madre!”.
Dette queste ultime parole esalò il suo ultimo respiro e chiudendo lentamente gli occhi morì.
“PADRE!!!!!!!”.

Finito il momento di tristezza assoluta Natasha prese il padre e coprendosi il volto, per non farsi riconoscere dalla sorella, trasportò quel corpo senza vita su di una specie di barella che aveva costruito velocemente con dei tronchi.
Passò dal villaggio dove tutti stavano festeggiando.
“Ma quello non è…..”.
Mizuiro non appena visto il cadavere del suo amato scoppiò a piangere finendo in ginocchio.
“Ma come è successo?”.
Chiese Mizuiro.
“Sono stati quattro demoni che si fanno chiamare Shitoshin!”.
Disse Natasha da sotto il telo.
“Non hai fatto nulla per impedire che accadesse?”.
“Avrei voluto, ma non me l’ha permesso! Non ho potuto fare nulla!”.
“Adesso dove sono?”.
“Sono stati spinti fuori dall’isola prima che la barriera si richiudesse!”.
Maryasha arrivò in quel momento insieme ai suoi amici ed a quella vista si bloccò.
“PADRE!!!!!!!!!!”.
Corse da lui.
“Mi dispiace ma è morto!”.
“Oh, no! Povero padrone!”.
Maryasha e Shoga iniziarono a piangere.
Il corpo fu portato al tempio.
Shoga estrasse dal su fagotto, che portava sempre dietro la schiena, una perla nera e ne attivò i poteri creando una varco verso il regno dei morti; lo stesso regno in cui era stato portato tempo a dietro il corpo di suo fratello gemello.
Il corpo del demone vi fu deposto e la perla fu buttata nel forno di Meido da cui avrebbe dato protezione all’isola grazie allo spirito del demone cane.
Fatto questo tutti se ne andarono, Maryasha corse al tempio ed i suoi amici la seguirono.
Maryasha salì sul gradino centrale e chiuse gli occhi iniziando a cantare la canzone dell’addio in onore di suo padre.

<<chichi wa iwareta
Ayakashi no te wa
Mamori no te
Haha ga iwareta
Hito no te aruwa
Hagukumi no tame
Ryo no te awase
Tobira wo hiarki
Guren no nakani
Nare wo kaesu
Na ga kora wo
Hikari to narite
Mamori tamae
Mamori tamae...>>

Gli amici di Maryasha l’ascoltarono con i volti tristi fino a che i loro genitori non li richiamarono perché stava per arrivare l’alba e non avevano ancora dormito niente.
Infine arrivò Mizuiro che si sedette vicino alla figlia.
“Madre!”.
Disse abbracciandola con le lacrime agli occhi.
“Sono triste anch’io ma adesso andiamo a dormire! La visita a tuo cugino ed a sua madre non è stata rimandata anche se tuo padre non c’è più dobbiamo andarci!”.
“Va bene!”.
Mizuiro prese in braccio la bimba e si reco nella loro baracca per riposare.


Fuori dalla barriera gli Shitoshin erano spariti giurando però che sarebbero tornati un giorno per vendicarsi e per ottenere il loro obiettivo, la vita eterna.


Continua…

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